© 2019 Michela D'Acquisto

Richard Johansson, Erika Nordqvist
Woods Where I Grew Up
Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano
November 11, 2016 – January 28, 2017




Antonio Colombo Arte Contemporanea is proud to present Woods Where I Grew Up, the double solo exhibition of the Swedish artists Richard Johansson and Erika Nordqvist, curated by Michela D'Acquisto.

Richard Johansson, for the first time in Italy, ideally retraces the journey to North America that, during the nineteenth century, thousands of Swedes – coming from, as the artist, the rural region of Småland – have taken to escape the economic depression of those years. In the effort to preserve the memory and the sacrifices of the ancestors, Johansson draws from the events and the folk tradition of his country, using them as keys of interpretation of the contemporary society: the belonging to the Swedish working class and the promise of the American dream, but also the social inequality and the political struggle, are the themes that he tackles in his work, characterized by a naïf aesthetic and a playful impertinence. It's to the immediacy of his works that Richard Johansson entrusts the task of narrating the strongly contrasting and fragmentary history of Sweden – which so often gets intertwined with his own – using the «language but no words» of the wild nature advocated by the compatriot Tomas Tranströmer, Nobel prize for literature in 2011.

On the occasion of her second show in the spaces of Antonio Colombo Arte Contemporanea, Erika Nordqvist continues to appropriate the reality of her surroundings through drawing. The creative process that distinguishes her works is always visible, at every phase, on the white paper: the initial state of uncertainty, marked by evident erasures, soon leaves space to increasingly confident signs, as if the artist was able to acquire consciousness of the world only by drawing it. And the rarefied world that Nordqvist conjures is nothing but a stage in the thick of the woods – one of those woods where our artists grew up. «In the middle of the forest there's an unexpected clearing that can only be found by those who have gotten lost», and Erika Nordqvist's characters, perpetually hovering between existing and fading away, certainly seem to know this place.

On show: paintings, large-format works on paper, and bronze and wood sculptures.

Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare Woods Where I Grew Up, la doppia mostra personale degli artisti svedesi Richard Johansson ed Erika Nordqvist, a cura di Michela D'Acquisto.

Richard Johansson, per la prima volta in Italia, ripercorre idealmente il viaggio verso il Nord America che, durante l'Ottocento, migliaia di svedesi – provenienti, come l'artista, dalla regione rurale dello Småland – hanno intrapreso per sfuggire alla depressione economica di quegli anni. Nella volontà di preservare la memoria e i sacrifici degli antenati, Johansson attinge dalle vicende e dalla tradizione folkloristica del suo paese, impiegandole come chiavi di interpretazione della società contemporanea: l'appartenenza alla classe operaia svedese e la promessa del sogno americano, ma anche la disuguaglianza sociale e la lotta politica, sono i temi che egli affronta nei suoi lavori, caratterizzati da un'estetica naïf e da una giocosa impertinenza. È all'immediatezza delle sue opere che Richard Johansson affida il compito di narrare la storia fortemente contrastante e frammentaria della Svezia – che così spesso si confonde, intrecciandosi, con la sua – utilizzando il «linguaggio non parole» della natura selvaggia auspicato dal connazionale Tomas Tranströmer, premio Nobel per la letteratura nel 2011.

In occasione della sua seconda mostra negli spazi di Antonio Colombo Arte Contemporanea, Erika Nordqvist continua ad appropriarsi della realtà a lei circostante attraverso il disegno. Il processo creativo che distingue i suoi lavori è sempre visibile, in ogni sua fase, sul foglio bianco: lo stato iniziale di incertezza, contraddistinto da cancellature evidenti, lascia ben presto il posto a segni sempre più sicuri, come se l'artista fosse in grado di acquistare coscienza del mondo solamente disegnandolo. E il mondo rarefatto che la Nordqvist fa apparire dal nulla non è che un palcoscenico nel fitto della foresta – una di quelle foreste dove i nostri artisti sono cresciuti. «Nella foresta c'è una radura inaspettata che può essere trovata solo da chi si sia perduto», e i personaggi di Erika Nordqvist, perpetuamente in bilico fra l'esistere e lo svanire, sembrano certamente conoscere questo luogo.

In galleria saranno presenti dipinti, lavori di grande formato su carta, e sculture in bronzo e in legno.