© 2019 Michela D'Acquisto

Erika Nordqvist
Monkey Riders
Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano
February 11 – April 2, 2016




Antonio Colombo Arte Contemporanea is proud to present in Little Circus, the gallery space dedicated to special projects, Monkey Riders, the solo exhibition of the Swedish artist Erika Nordqvist, curated by Michela D'Acquisto.

What animates the protagonists of Erika Nordqvist's drawings is the constant and ongoing research of their role in contemporary society. Depicted in domestic interiors, but also in libraries and museums, as well as in the middle of nature, her characters are caught in the attempt to carve out a space of their own in these places: they make decisions that they often regret, but it is impossible to go back and the consequences persist over time, as a testimony to a reflection as important, perhaps even more so, as the choice that it led to.

The medium favored by Nordqvist is well suited to translate on paper the steps of this process. At the beginning the pencil lines are just sketched, then they gain confidence, crisply marking the sheet. The artist does not bother to hide imperfections and stains, intentional or otherwise, she shuns perspective, unites environments that in reality could not coexist. Erasures, always visible, hint at every stage of the work, giving rise to an exceptional narrative ploy. Superimpositions and transparencies give new life and three-dimensionality to drawing, that, by virtue of its immediacy, offers an ideal means to accommodate confessions and memories.

Natural heir of artists such as Mamma Andersson and Klara Kristalova, Erika Nordqvist combines muted tones and Nordic rigor to a pronounced taste for Magical Realism and a lively irony, that, to paraphrase the title of the show, leads her to call herself “a monkey rider”: «after seeing, in the house of a usually very sensible middle-aged lady, several pictures showing a monkey riding a dog, this became my alter ego – a monkey rider, proud and completely mad».
If at a first glance her drawings may seem personal, almost private, like an open window that allows to spy on the intimacy of others' lives, it soon becomes clear that the scenes portrayed belong to the collective unconscious and serve to explore human relationships: with the others, with the surrounding world, but above all with ourselves.

Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare all'interno di Little Circus, lo spazio della galleria dedicato ai progetti speciali, Monkey Riders, la mostra personale dell'artista svedese Erika Nordqvist, a cura di Michela D'Acquisto.

Ciò che anima i protagonisti dei disegni di Erika Nordqvist è la ricerca continua e costante del loro ruolo nella società contemporanea. Raffigurati in interni domestici, ma anche in biblioteche e musei, così come nel mezzo della natura, i suoi personaggi sono colti nel tentativo di ritagliare uno spazio proprio in questi luoghi: prendono decisioni di cui spesso si pentono, ma tornare indietro è impossibile e le conseguenze perdurano nel tempo, a testimonianza di una riflessione importante quanto, e forse perfino più, della scelta a cui ha condotto.

Il medium prediletto dalla Nordqvist ben si presta a tradurre su carta le fasi di tale processo. In principio le linee di matita sono appena accennate, poi si fanno più sicure, marcando di netto il foglio. L'artista non si preoccupa di nascondere imperfezioni e segni, intenzionali e non, rifugge la prospettiva, unisce ambienti che nella realtà non potrebbero coesistere. Le cancellature, sempre visibili, lasciano intuire ogni stadio dell'opera, dando origine a un eccezionale stratagemma narrativo. Sovrapposizioni e trasparenze donano nuova vita e tridimensionalità al disegno, che, in virtù della sua immediatezza, si offre come mezzo ideale per accogliere confessioni e ricordi.

Erede naturale di artiste come Mamma Andersson e Klara Kristalova, Erika Nordqvist combina al rigore nordico e alla sobrietà dei toni uno spiccato gusto per il Realismo Magico e una vivace ironia, che, parafrasando il titolo della mostra, la porta a definirsi “a monkey rider”: «dopo aver visto a casa di una signora di mezza età, solitamente molto seria, alcune cartoline con soggetto una scimmia intenta a cavalcare un cane, questa è diventata il mio alter ego – una scimmia-fantino, orgogliosa e completamente pazza».
Se a prima vista i suoi disegni possono sembrare personali, quasi privati, come una finestra aperta che permette di spiare l'intimità della vita altrui, appare presto chiaro che le scene rappresentate appartengono all'inconscio collettivo e altro non fanno che esplorare le relazioni umane: con gli altri, con il mondo circostante, ma soprattutto con sé stessi.